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E’ Trento la città italiana con la minore pressione fiscale per le piccole e medie imprese con un total tax rate di 54,1%, mentre Reggio Calabria figura all’ultimo posto con il 73,4%. E' quanto emerge dal Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente sulla tassazione delle piccole e medie imprese “Comune che vai, fisco che trovi”, del centro studi Cna, giunto alla quarta edizione, che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia.
La tassazione per le imprese inoltre, si conferma complessivamente ancora una volta fra le più alte in Europa, come risulta mettendo a confronto Roma con altre 5 capitali europee: Parigi, Londra, Madrid, Varsavia, Berlino.
Ma tornando all’Italia, la differenza fra la città più virtuosa dal punto di vista fiscal con un total tax rate di 54,1%, e l’ultima della lista con 73,4% è quasi di 20 punti. Un abisso. Dopo Trento, tra i capoluoghi più virtuosi si trovano Gorizia, Cuneo, Imola e Belluno (entro ilo 54%). Mentre agli ultimi posti, appenba sopra Reggio Calabria la classifica della Cna pone Bologna con 72,1%, Roma e Firenze al 69,3%, Catania e Bari al 68,3%. Stesso abisso con la classifica del Tax Free Day, cioè il giorno dell’anno in cui l’imprenditore smette di lavorare per il fisco e comincia a lavorare per le necessità sue e delle sua famiglia. Nella città prima in classifica il Tax Free Day ricorre il 16 luglio, nell’ultima della lista il 24 settembre, quasi due mesi dopo. Nel 2016 comunque, il bis dell’anno precedente non c'è stato. Il sensibile calo della pressione fiscale registrato nel 2015, infatti, non ha avuto seguito.
E per quest’anno si prevede che il Ttr (in sostanza, il peso complessivamente esercitato dal fisco) sulle piccole imprese salirà dello 0,3%, toccando il 61,2%. A meno che le stesse imprese non optino per il nuovo regime previsto dall’Iri (l'Imposta sul reddito delle imprese, che alleggerisce la tassazione del reddito lasciato in azienda) nel qual caso scenderà al 58,1%.
L’Osservatorio calcola il Ttr e individua il Tax free day (Tfd), il giorno della liberazione dalle tasse, la data cioè fino alla quale l'imprenditore deve lavorare - tutti gli anni - per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi. A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull'impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. L’andamento del Ttr si ripercuote anche sull'arrivo del Tfd, il giorno in cui l’imprenditore si libera del peso fiscale: dal seguente può finalmente cominciare a lavorare per sé e per la sua famiglia. L’anno scorso la liberazione fiscale delle piccole imprese in Italia è stata festeggiata il 10 agosto, quest’anno - secondo le previsioni dell’Osservatorio CNA - dovrebbe rimanere stabile, arretrando al 30 luglio per le piccole imprese che abbiano optato per l'Iri. Il problema vero però per gli artigiani, risiede nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali.
Per la Cna è dunque arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale: ridurre la pressione fiscale garantendo, nel contempo, maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro, invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli; usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna.
Tra le principali proposte suggerisce Cna: "ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione, rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa e rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi Indicatori sintetici di affidabilità". (Adnkronos)

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