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Nens, il centro studi fondato dal professor Vincenzo Visco, ha pubblicato il terzo documento sul contrasto all’evasione dal titolo “Ritenute alla fonte per tutti”, riguardante le imposte sui redditi.
La proposta avanzata dal rapporto è di estendere le ritenute alla fonte a tutti i contribuenti IVA. Secondo i calcoli presentati dall'ex ministro delle Finanze, la misura farebbe recuperare al Fisco 50 miliardi di euro. In tale contesto, si legge nello studio, i lavoratori autonomi e le imprese sarebbero equiparati ai lavoratori dipendenti, che da sempre subiscono le ritenute da parte dei loro datori di lavoro, e l’evasione fiscale sarebbe alla fine drasticamente ridotta. Per i contribuenti IVA non si tratterebbe peraltro di un adempimento del tutto nuovo, in quanto già adesso la normativa per le imposte dirette prevede che i lavoratori autonomi e le imprese effettuino una ritenuta d’acconto in qualità di sostituti d’imposta sui compensi corrisposti per prestazioni professionali. Per di più, commercianti, ristoratori e operatori dell’edilizia ne sarebbero completamente esentati perché le ritenute sugli acquisti effettuati sarebbero integralmente gestite dagli istituti bancari, visto l’obbligo di pagamento tramite bonifici. Si tratta, come visto, di circa il 30% delle operazioni assoggettate a ritenuta alla fonte, mentre il restante 70% troverebbe facilmente posto all’interno del collaudato meccanismo di funzionamento dell’IVA che, seppure in senso opposto, realizza il pagamento e il versamento frazionato dell’imposta lungo l’intera filiera produttiva. In conclusione la strategia che emerge dai rapporti NENS, unitariamente considerati, si concretizzerebbe nelle seguenti misure: a) trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati rilevanti contenuti nelle fatture emesse, simultaneamente alla loro emissione e con obbligo di controllo da parte del cliente dell’avvenuta comunicazione per poter poi portare in detrazione i relativi costi; b) modifica del mod. F24 per consentire l’indicazione disgiunta dell’IVA a debito e di quella a credito; c) sostituzione degli attuali misuratori fiscali con registratori di cassa collegati in rete con l’Agenzia delle entrate, in grado di registrare e trasmettere automaticamente gli incassi giornalieri dei commercianti; d) registrazione delle vendite effettuate tramite distributori automatici e trasmissione dei corrispettivi al Fisco; e) adozione di un sistema di comunicazione dei corrispettivi percepiti dai professionisti e dagli altri contribuenti che rilasciano la ricevuta fiscale, con l’ausilio della “carta elettronica di servizio” e degli intermediari finanziari; f) introduzione di una lotteria istantanea per i consumatori finali collegata all’effettiva registrazione degli acquisti effettuati con rilascio del documento fiscale; g) introduzione del sistema di ritenute per le imposte dirette illustrato in questo rapporto.
Con le misure indicate, sostiene il Nens, sostanzialmente scomparirebbe del tutto l’evasione che oggi si verifica lungo la catena produttiva, sia per l’IVA che per le imposte dirette, e le frodi fiscali diventerebbero inefficaci. Si porrebbero inoltre le basi per una (pressoché) inevitabile emersione delle vendite al consumo finale oggi occultate. Come mostrato dal modello NENS, infatti, l’introduzione delle ritenute alla fonte comporta che il versamento delle imposte resterebbe, per circa il 25%,57 a carico esclusivamente dei contribuenti che operano interamente con privati cittadini (i c.d. “Finali”), mentre il restante 75% arriverebbe allo Stato sotto forma di ritenute effettuate da enti pubblici e istituti bancari. Poiché i soggetti “Finali” rappresentano solo il 17,2% dei contribuenti IVA, l’Amministrazione finanziaria potrebbe concentrarsi sul controllo delle vendite di beni e servizi ai consumatori finali o all’estero, individuando ai fini dell’accertamento margini di profitto adeguati di riferimento, anche al di là di quanto mediamente dichiarato, e utilizzando in maniera sistematica i dati bancari e finanziari dei contribuenti. In questo modo l’evasione fiscale in Italia potrebbe essere rapidamente dimezzata (in tre - cinque anni), e progressivamente ridotta ulteriormente. I proventi poi dovrebbero essere interamente utilizzati per la riduzione delle imposte, mentre le risorse umane liberate si potrebbero impiegare, ad esempio, per realizzare un programma di assistenza online, nell’ambito del quale si potrebbero mettere a disposizione dei contribuenti IVA i dati necessari per l’effettuazione delle compensazioni o dei versamenti periodici, per la gestione dei registri IVA e per compilare la dichiarazione annuale. Non di minore importanza sono i benefici che ne deriverebbero in termini di semplificazione degli adempimenti amministrativi posti a carico dei contribuenti IVA. A differenza dell’obbligo di “fatturazione elettronica”, ottimisticamente previsto dal Governo a partire dal 2019, le misure proposte da Nens sarebbero infatti di facile e immediata attuazione e consentirebbero di eliminare in tempi brevi molti degli adempimenti oggi previsti. In particolare: - la comunicazione dei dati delle fatture realizzata in via automatica, eliminerebbe l’obbligo dell’invio periodico, da parte dei soggetti che le emettono, dei dati del c.d. “spesometro”; - la verifica dei dati trasmessi dai fornitori effettuata dai loro clienti esonererebbe questi ultimi dal trasmettere a loro volta i medesimi dati; - la modifica del modello unico di riscossione, mod. F24, renderebbe inutile la predisposizione e l’invio delle dichiarazioni periodiche di liquidazione dell’IVA; - la conoscenza immediata dei dati delle fatture da parte dell’Agenzia delle entrate farebbe venir meno l’esigenza della tenuta dei registri delle vendite e degli acquisti;
- i registratori di cassa telematici e la carta elettronica di servizio, una volta introdotti, permetterebbero di eliminare il Registro dei corrispettivi per i soggetti che certificano gli incassi con ricevute e scontrini fiscali. In conclusione, si sottolinea nello studio del Nens, gli strumenti per intervenire con efficacia esistono, il problema è decidere di metterli in atto.

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