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Di Luciano Cerasa

 

L’Italia detiene il record europeo degli sconti fiscali: 799 agevolazioni per imprese e famiglie che sottraggono al fisco 313,1 miliardi di euro sistematicamente in aumento negli ultimi anni. Nel 2011 erano 250 miliardi distribuite tra 720 detrazioni e deduzioni. Nel 2016 erano lievitate di oltre il 23% in più in termini di valore. L’Italia prima in Europa con l’8% del Pil, è seconda nel mondo dietro solo l’Australia (8,2%) e precede gli Stati Uniti d’America (7,6%), la Gran Bretagna (5,9%), la Spagna (3,8%), la Francia (2,2%) e la Germania (0,8%). È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa. I ricercatori fanno osservare che si tratta di una tendenza in netto contrasto con i molteplici progetti di revisione delle cosiddette “tax expenditure” annunciati negli ultimi anni.
Secondo l’analisi di Unimpresa, elaborata su dati del ministero dell’Economia, le agevolazioni fiscali in vigore nel 2016 sono 799 e valgono 313,1 miliardi, 43 in più rispetto alle 756 del 2105 quando l’ammontare si era attestato a 289,5 miliardi; nel 2014 si era registrata una lieve diminuzione quantitativa degli sconti sull’anno precedente (742 contro i 744 del 2013) che tuttavia erano saliti di 8,5 miliardi (da 267 miliardi a 775,5 miliardi). Nel 2012 erano 723 (270,6 miliardi) e nel 2011 720 (253,7 miliardi). In cinque anni, dal 2011 al 2016, la giungla di sconti e agevolazioni fiscali è aumentata di 79 voci (+10,97%) e di 59,4 miliardi (+23,41%).

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