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La Commissione Ue ha presentato una proposta per riformare il sistema dell'Imposta sul valore aggiunto nell'Unione, al fine di ridurre la differenza tra il gettito IVA previsto e l'importo effettivamente riscosso.
Secondo un recente studio della Commissione Ue sul divario tra IVA da riscuotere ed effettivamente riscossa nel 2015 gli Stati hanno perso complessivamente 152 miliardi di euro. Inoltre, le imprese che effettuano transazioni transfrontaliere attualmente soffrono di un costo di conformità più alto dell'11% rispetto alle aziende che operano solo a livello nazionale. Secondo le stime di Bruxelles con la riforma dell'IVA questi costi si potrebbero ridurre di un miliardo di euro. L'obiettivo è stabilire regole semplici e comuni che aiutino le imprese europee a trarre tutti i vantaggi del mercato unico e ad espandersi a livello internazionale. Come annunciato nel Piano d'azione sull'IVA presentato nel 2016, per creare uno spazio unico europeo è necessario adottare un sistema fiscale basato sul principio di tassazione nello Stato membro di destinazione. In questo modo le merci scambiate attraverso le frontiere saranno tassate nel Paese in cui vengono consumate e in base all'aliquota fiscale locale, invece che nel Paese in cui sono prodotte (Paese di origine). Per ridurre le frodi fiscali, il Collegio dei commissari propone di applicare l'IVA agli scambi transfrontalieri. Attualmente, infatti, questo tipo di scambi non viene tassato, fornendo una scappatoia per commettere frodi fiscali. Inoltre, per aiutare le imprese che vendono all'estero sarà creato un portale web europeo, al fine di agevolare la riscossione dell’IVA, insieme a regole di fatturazione più semplici.
Bruxelles propone anche l'introduzione della nozione di Certified Taxable Person, ossia una categoria di imprese affidabili che beneficeranno di regole fiscali più semplici. La proposta della Commissione Ue sarà ora inviata al Consiglio e al Parlamento europeo. Nel 2018 il Collegio dei commissari presenterà una proposta più dettagliata volta a modificare la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto.

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