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Nuovo corso all'Agenzia delle Entrate impresso dal neo direttore generale Antonino Maggiore: da un lato chi interpreta le norme e dall'altra chi effettua i controlli, in nome della terzietà dell'amministrazione finanziaria nella funzione di interpretazione. Lo ha stabilito l'ultimo comitato di gestione dell'Agenzia. Come riferisce il Sole 24 ore, il nuovo assetto avrà una decorrenza scaglionata. Abolita la direzione centrale Normativa, la nuova direzione centrale Coordinamento generale, che lavorerà a diretto riporto del direttore dell’Agenzia e avrà il compito di coordinare l’attività delle strutture centrali e supportare gli organi preposti a predisporre le norme tributarie, sarà operativa dal 14 gennaio 2019. Stesso giorno dal quale cesserà definitivamente la direzione centrale Coordinamento normativo, che già si era vista ridurre le competenze con la riorganizzazione varata sotto il precedente direttore Ernesto Maria Ruffini.

Competenza per materia

Contestualmente le funzioni su interpelli e consulenza giuridica passeranno alle tre direzioni in cui si articola la divisione Contribuenti. E, nello specifico, al settore che in ognuna di essa si occupa della consulenza. Settore che a sua volta prevede una suddivisione per competenze, tra ufficio dedicato alle imposte indirette e quello per le imposte dirette. Mentre nella direzione dedicata alle Persone fisiche ci sarà anche un terzo ufficio che si occuperà di fiscalità finanziaria e sostituti d’imposta. E da questi uffici “passeranno”, tra l’altro, le risposte a interpello, l’analisi e l’istruttoria per le risposte a consulenza giuridica, la predisposizione delle circolari interpretative delle norme tributarie e cura delle questioni di diritto sostanziale e procedurale, sia di rilievo nazionale che internazionale.

Meno dirigenti e più posizioni organizzative

Servirà più tempo, invece, per comporre il mosaico di tutte le nuove posizioni organizzative per cui sono arrivate 8.194 candidature da parte di 6.255 dipendenti e per le quali le procedure selettive ora dovranno entrare nel vivo. Nel complesso saranno soppresse 453 posizioni da dirigenti e ne resteranno 466 (con il concorso da 175 dirigenti che, dopo una lunga querelle giudiziaria, ora ripartirà dagli orali). Mentre i risparmi derivanti dalla soppressione delle posizioni dirigenziali stimati in 45,8 milioni di euro (tra stipendi, retribuzione di posizione, retribuzione di risultato e soppressione delle “vecchie” posizioni organizzative speciali) serviranno a finanziare 1.477 nuove posizioni organizzative con 34,7 milioni di euro.

Ma non solo, perché i circa 11,1 milioni che rimarranno dalla differenza saranno la maggiorazione della retribuzione di posizione a fronte di incarichi svolti fuori sede e per la retribuzione di risultato. Cifre considerate al lordo degli oneri fiscali e contributivi a carico del dipendente ma al netto di quelli a carico dell’Agenzia.

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