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Istat, pesa la caduta del Pil. Nonostante gli annunci del governo il nostro paese torna ai livelli del 1997 e raggiunge la Francia

Cresce la pressione fiscale in Italia. Nel 2009 si attesta al 43,2% contro il 42,9% del 2008. Il nostro paese si colloca ora al quinto posto in Ue, allo stesso livello della Francia. E' quanto risulta dai dati sui conti pubblici nel 2009 diffusi dall'Istat. Nonostante gli annunci del governo, dunque, il fisco continua a mordere e fa sentire il suo peso soprattutto su chi paga le imposte. L'aumento della pressione, spiega l'Istat, è dovuto alla riduzione del Pil superiore a quella complessivamente registrata dal gettito fiscale e parafiscale, la cui dinamica negativa (-2,3 per cento) è stata attenuata da quella, in forte aumento, delle imposte di carattere straordinario (imposte in c/capitale), cresciute in valore assoluto di quasi dodici miliardi di euro.

Infatti, fra le imposte straordinarie sono classificati i prelievi operati in base al cosiddetto “scudo fiscale”, per un importo di circa 5 miliardi di euro, e i versamenti una tantum dell’imposta sostitutiva dei tributi, che hanno interessato alcuni settori dell’economia, in particolare quello bancario. Tutte le altre componenti del prelievo fiscale sono risultate in calo: le imposte indirette del 4,2 per cento (dopo essere diminuite già del 4,9 nel 2008), le imposte dirette del 7,1 per cento e i contributi sociali effettivi dello 0,5 per cento. La flessione delle imposte dirette è dovuta essenzialmente al calo del gettito Ires (-23,1 per cento) rispetto al 2008, mentre quella delle imposte indirette ha risentito delle significative diminuzioni del gettito dell’Iva (-6,7 per cento) e dell’Irap (-13,0 per cento).

L’andamento dei contributi sociali effettivi riflette la tenuta delle retribuzioni lorde, dovuta alla lieve crescita dell’importo medio pro-capite, che ha parzialmente compensato la flessione dell’occupazione. Con l'incremento registrato nel 2009 l'Italia raggiunge la Francia in Europa ed è preceduta dal Belgio col 45,3% e dal'Austria col 43,8%, oltre che dai paesi scandinavi. Danimarca e Svezia, infatti, presentano i valori più elevati della pressione fiscale (rispettivamente 49% e 47,8%, mentre quelli più bassi si riscontrano in Lettonia 26,5%, Romania 28%, Slovacchia e Irlanda (29,1%, Lituania 29,3% e Bulgaria 30,9%.

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