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Manager di grandi aziende, attori, cantanti, sportivi: sono tanti i personaggi famosi che hanno avuto guai con il fisco. A volte hanno sanato buchi milionari, altre volte se la sono cavata con una sostanziosa multa, in altre ancora hanno ricevuto pesanti condanne. Alcuni casi sono diventati molto eclatanti, come il famoso orecchino di diamanti sequestrato a Diego Armando Maradona, o il processo a Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Donald Trump coinvolto nel Russiagate. L'ultimo caso è quello di Carlos Ghosn, il presidente di Nissan-Renault arrestato con l'accusa di aver violato regolamenti finanziari relativi al suo compenso. Ecco le altre vicende più note di celebrità e personalità importanti che loro malgrado hanno avuto a che fare con il fisco.

Imprenditori e manager
Uno dei casi più famosi al mondo è quello di Paul Manafort, ex manager della campagna elettorale di Trump e coinvolto nell’inchiesta Russiagate, che viene incriminato per aver nascosto milioni di dollari in vari conti bancari all’estero, avere evaso le tasse, aver frodato le banche per ottenere 20 milioni di dollari di prestiti. Viene giudicato colpevole per otto capi di imputazione, di cui cinque per frode fiscale. Durante il processo è emerso come l'ex manager della campagna di Trump, abbia orchestrato trame per non pagare le tasse su introiti legati a consulenze per il governo filorusso ucraino.

E proprio in Russia è molto noto il caso del magnate del petrolio Mikhail Khodorkovski, ex stato patron del gigante petrolifero russo Yukos, viene arrestato nel 2003, quando era l'uomo più ricco di Russia dopo aver costruito la sua fortuna durante le chiacchierate privatizzazioni dell'era ieltsiniana, Khodorkovski è stato processato due volte con una condanna complessiva a 14 anni (poi ridotta a 11) per frode, evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione indebita. Per molti una vendetta del Cremlino. Nel 2013 è stato graziato dal presidente russo Vladimir Putin, dopo dieci anni dietro le sbarre, e adesso vive a Londra.

Tornando in Italia, nel settembre 2018 Graham Law, uno dei manager del colosso del web Google, imputato a Milano per una presunta evasione fiscale dell'azienda californiana, patteggia una pena di 6 mesi di carcere convertiti però in 45mila euro di multa. Si tratta di una vicenda per la quale il gruppo di Mountain View nel maggio 2017 aveva già versato al fisco 306 milioni di euro, considerando tutte le pendenze tributarie aperte. il dirigente è accusato di avere sottratto all'Erario italiano, tra il 2009 e il 2013, 98,2 milioni di euro di imposte Ires, trasformando "i ricavi realizzati in Italia tramite la stabile organizzazione occulta di 'Google Ireland' in royalties soggette a tassazione in un Paese a fiscalità privilegiata".

A livello internazionale ha fatto poi scalpore il caso di Lee Jae-yong, vice presidente ed erede della famiglia fondatrice del colosso Samsung. Nel febbraio 2018 esce dal carcere dopo che gli viene ridotta e sospesa la pena per frode fiscale (3,3 milioni di dollari) ricevuta nel 2017 nell'ambito dello scandalo alla base dell'impeachment di marzo 2017 della ex presidente della Repubblica Park Geun-hye. Prima di lui, nel 2009 era stato condannato a tre anni per evasione fiscale, e successivamente graziato, suo padre, Lee Kun-hee, presidente di Samsung. Il tribunale di Seul aveva comminato anche un'ammenda di 110 miliardi di won (109,1 milioni di dollari).

Nel dicembre 2016 Marco Marenco, 63 anni, ex patron della Borsalino, patteggia una condanna a cinque anni per una bancarotta da tre miliardi e mezzo delle società del suo gruppo societario, attivo prevalentemente nella produzione di elettricità, dal gas alle dighe alpine e ai giacimenti di idrocarburi in Asia. È uno dei fallimenti più grandi della storia italiana dopo Parmalat.

Per l’ex manager di F1 Flavio Briatore l’ultima sentenza di una lunga vicenda durata quasi 10 anni è arrivata all’inizio del 2018: la Cassazione ha annullato la condanna in appello subita da Briatore a 18 mesi, insieme ad altre 4 persone, per il caso legato al noleggio dello yacht Force Blue. Briatore dovrà affrontare un nuovo processo, per le accuse relative all'omessa Iva all'importazione.

Sportivi
Uno dei casi più noti è quello che ha riguardato il campione di motociclismo Valentino Rossi, che aveva dichiarato di avere la residenza a Londra. Il fisco italiano ha contestato a Rossi 60 milioni di euro di imponibile non dichiarato negli anni 2000-04. Il contenzioso è finito nel 2008 con un esborso da 35 milioni di euro dopo un lungo braccio di ferro.

Nelle maglie del fisco alla fine degli anni '90 è incappato un altro fuoriclasse, questa volta dello sci: Alberto Tomba. Al campione dello slalom è stato contestato di aver portato denaro all'estero grazie a un sofisticato sistema di società sorte nei “paradisi fiscali”, quindi fuori dal controllo dello Stato italiano. L'inchiesta penale si è risolta con l'assoluzione di Tomba: nel frattempo lo sciatore aveva provveduto a sanare tutti i suoi debiti col fisco, pari a 10 miliardi delle vecchie lire.

Restando in campo sportivo, una lunga storia con il fisco italiano che deve ancora vedere la sua conclusione è quella di Diego Armando Maradona. Il “Pibe de oro” avrebbe un debito di circa 40 milioni di euro, 6 milioni per la presunta evasione fiscale, circa 34 di interessi maturati negli anni. Il contenzioso con l'Agenzia delle Entrate, che lo accusava di non aver dichiarato tutti i redditi dal 1985 al 1991, è iniziato negli anni ‘90. Una vicenda ancora aperta e che ha avuto momenti anche molto teatrali, come quando nel 2009 all'ex campione del Napoli viene pignorato un orecchino da 4mila euro, mentre tre anni prima stessa sorte avevano subito due Rolex da circa 7mila euro.

Hanno passato guai con il fisco anche i due fuoriclasse del calcio contemporaneo, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Nel giugno 2017, il Tribunale supremo spagnolo ha confermato la sanzione di 21 mesi di carcere per l’argentino campione del Barcellona, ma è stata convertita in un’ammenda. Messi dovrà quindi pagare 455mila euro in sostituzione della pena detentiva alla quale era stato condannato. Era accusato di evasione fiscale, per una cifra di 4,1 milioni relativi ai diritti d'immagine delle stagioni 2007, 2008 e 2009. Sempre con il fisco spagnolo è il contenzioso di Cristiano Ronaldo, per il suo periodo trascorso al Real Madrid. L'Agenzia delle Entrate spagnola ha recentemente accettato la proposta di rientro del fuoriclasse portoghese, che verserà 18,8 milioni di euro nelle casse dello Stato spagnolo e viene condannato a 2 anni di carcere, anche se quest'ultima condanna viene sospesa in cambio della dichiarazione di colpevolezza di quattro diversi “delitti fiscali” dal 2011 al 2014.

I debiti sono la causa dei guai con il fisco dell’ex pugile statunitense Mike Tyson. Nel 2003 il fisco gli chiedeva circa 25 milioni di dollari, cifra che non è riuscito a pagare perché proprio quell’anno il pugile più famoso e cattivo della storia finisce in bancarotta. All’epoca dichiara di aver sperperato “più di 400 milioni di dollari”. All’età di 38 anni è stato costretto a tornare a combattere per ripagare i crediti.

Mondo dello spettacolo
Vicenda giudiziaria complessa quella che riguarda l’”ex fotografo dei vip” Fabrizio Corona. Di recente la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate contro di lui, stabilendo la validità degli avvisi di accertamento per evasione delle imposte dirette e dell'Iva nel periodo 2004-2005 in relazione ai conti della sua società fotografica, la “Corona's”, finita in dissesto. Corona è stato condannato al pagamento di 13mila euro per le spese del giudizio di Cassazione e i giudici hanno affermato la piena e definitiva validità di quegli avvisi di accertamento la cui entità non è nota.
Corona era, invece, imputato per la vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel 2016 in parte in un controsoffitto dell'amica e collaboratrice Francesca Persi e in parte in cassette di sicurezza in Austria. Per la dichiarazione infedele dei redditi per la vicenda dei contanti, la Sezione misure di prevenzione gli ha restituito circa 1,9 milioni dei 2,6 sequestrati, ma ha disposto la confisca della sua casa di via De Cristoforis. Corona è stato inoltre condannato in Appello a sei mesi – contro l’anno del primo grado – lasciando cadere le accuse più gravi a suo carico.

Un caso particolare è stato quello di Sofia Loren, tra le attrici italiane più celebri in tutto il mondo. Nel 1982 finì nel carcere femminile di Caserta, dove rimase 17 giorni con l’accusa di evasione fiscale per aver omesso di presentare la denuncia dei redditi. Questa vicenda si è trascinata per oltre 30 anni, ma nel 2013 Sofia Loren ha vinto la sua battaglia contro il fisco. Secondo la Cassazione, non sarebbe dovuta finire in carcere.

Un’altra personalità italiana celebre nel mondo, Andrea Bocelli, ha avuto qualche guaio con il fisco: ha ripianato la sua situazione dopo aver pagato 5,7 milioni sfruttando il condono del 2003. La Suprema Corte ha dato il via libera alla mano leggera del fisco nei suoi confronti: a Sophia Loren è stato riconosciuto il diritto a pagare le tasse ridotte sui redditi del 1974. Così il condono fiscale del 1982 viene applicato su un imponibile minore rispetto a quello accertato.

Rimanendo nel mondo della musica, nel 2015 si è chiuso con il patteggiamento della pena di un anno e due mesi di reclusione e con un risarcimento all'Agenzia delle entrate il capitolo giudiziario che ha coinvolto Gianna Nannini, accusata di evasione fiscale. Nell'ambito del contenzioso tributario, la rockstar ha concordato, inoltre, un risarcimento a favore dell'Agenzia delle entrate, saldando così il suo debito con il fisco. Gianna Nannini era accusata di aver sottratto al fisco, tra il 2007 e il 2012, 3 milioni e 750mila euro interponendo tra la società milanese Gng Musica srl, della quale risulta essere proprietaria e amministratore unico. Nella fase delle indagini il difensore della rockstar aveva depositato documenti che avrebbero portato a escludere dal computo della presunta evasione fiscale una serie di fatture. In questo modo, secondo la difesa, l'importo dell'evasione contestata si sarebbe ridotto a circa un milione e mezzo di euro.

Spostando lo sguardo verso l'Asia, è diventato molto noto il caso di Fan Bingbing, l'attrice più famosa in Cina, raggiunta da un'ingiunzione di pagamento per tasse evase e relative sanzioni da "centinaia di milioni di yuan", sembra quasi 900 milioni, pari a circa 130 milioni di dollari, tra mancati redditi dichiarati e contratti fraudolenti.

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