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Un premio per tre giovani laureati, ma anche un modo per promuovere la cultura della legalità. La cerimonia di consegna del premio Lef per le migliori tesi di laurea in materia fiscale, alla sua seconda edizione, è stata un'occasione per affrontare diversi e importanti temi riguardanti lo stato del sistema tributario italiano e internazionale sui quali si sono soffermati i relatori Fabio Di Vizio, Tamara Gasparri e Vincenzo Visco. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha sottolineato il ruolo che può avere la scuola nella promozione di una nuova etica fiscale. All'iniziativa ha partecipato anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi che alla sua prima uscita pubblica ha sottolineato l'esigenza di "promuovere una nuova cultura della legalità" anche attraverso un sistema fiscale più equo.

Il premio, che consiste in 2.000 euro lordi, è stato consegnato oggi a Roma nella sede del Cnel ai tre vincitori, selezionati tra 21 candidati da una commissione composta da Orlando De Mutiis, Tamara Gasparri, Villiam Rossi, Pasquale Fabbrocini, Ruggero Paladini e Oreste Saccone. Le tesi di Maria Grazia Fumagallo, Marco Bottone e Mirko Micheletti sono state scelte perché caratterizzate dalla trattazione di argomenti di particolare attualità, capaci di interpretare in modo efficace lo spirito del premio Lef.

La cerimonia di consegna dei premi si è aperta con un saluto del presidente dell'associazione Orlando De Mutiis che ha sottolineato le due caratteristiche del premio Lef: premiare il merito e promuovere la conoscenza dei temi fiscali . Il primo relatore, il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Pistoia Fabio Di Vizio, ha analizzato la possibilità di utilizzare i dati antiriciclaggio per fini fiscali, alla luce di alcune novità statistiche nella gestione e nell'analisi delle segnalazioni di operazioni sospette. Attraverso l'illustrazione delle specificità del sistema antiriciclaggio vigente (logica preventiva e sensibilità al sospetto ragionevole in presenza di operazioni anomale), Di Vizio ha spiegato e rivendicato le ragioni della non indifferenza al sospetto imposta dal sistema originato dalla Terza direttiva comunitaria antiriciclaggio. Dopo aver offerto una considerazione delle tematiche del dolo eventuale e dell'individuazione di posizioni di garanzia nei destinatari degli obblighi antiriciclaggio, il sostituto procuratore ha spiegato le ragioni del limitato contributo al sistema segnaletico antiriciclaggio sin qui offerto dai professionisti. 

Tamara Gasparri, membro del direttivo del Lef ha invece affrontato il tema delle nuove regole per la tassazione delle multinazionali. «I grandi gruppi di imprese multinazionali, e in particolare le imprese della new economy pagano imposte sul reddito del tutto irrisorie in rapporto all'utile societario» ha spiegato. Il tutto mentre masse ingenti di capitali si rifugiano ed emergono da giurisdizioni opache e a fiscalità privilegiata, come emerso dal Rapporto Ocse su "Addressing Base Erosion and Profit Splitting" di febbraio 2013. Semplici, ma fondamentali i punti da tenere presenti per affrontare questo tema secondo Gasparri: «Coerenza: è necessario attribuire coerenza internazionale alla tassazione societaria attraverso la condivisione di clausole subject to tax contro l'abuso dei strumenti e società ibride e contro il treaty shopping e attraverso strumenti di coordinamento rafforzato tra gli Stati». E ancora sostanza, trasparenza e certezza, da unire all'elaborazione di regole nuove: «Rivedere il concetto di stabile organizzazione o costruirne uno ex novo adeguato alla particolarità del business di queste imprese; immaginare eventuali nuovi criteri di collegamento (diversi dal reddito) per misurare e attrarre a tassazione il 'contributo' di ciascun Paese alla formazione della ricchezza di queste imprese che adottano modelli di business in grado di catturare valore da esternalità generate dalle attività gratuite degli utenti della rete e fanno un uso massiccio di dati personali».

Ha illustrato le sue 8 proposte per arrivare a 60 miliardi di recupero da evasione invece Vincenzo Visco. A partire dall'utilizzo di un'aliquota unica, in sostituzione della moltitudine che oggi caratterizza il nostro Paese, passando per misure più complesse, come l'applicazione di un'aliquota ordinaria agli scambi intermedi proprio per scongiurare l'evasione in questo ciclo di vita dell'imposta o l'applicazione di un diverso metodo di determinazione della tassa (il cosiddetto "base su base"). Ma anche l'introduzione dello scontrino telematico, del pagamento con carta elettronica delle prestazioni professionali, fino ad arrivare all'ultima e di più complessa realizzazione perché subordinata all'autorizzazione dell'Europa: l'estensione della cosiddetta reverse charge o inversione contabile. «Per gestire questi settori delicati serve la fantasia e bisogna trarre ispirazione da chi i problemi li risolve, non da chi non ne è capace» ha concluso Visco, lanciando un messaggio chiaro al nuovo Governo.

E proprio dal nuovo Governo è arrivata subito una risposta nell'intervento del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini che innanzitutto ha riconosciuto l'importanza del Premio, un'occasione per avvicinare il mondo dell'istruzione a quello del fisco. «Apprendimento e insegnamento possono e devono essere correlati da un'offerta costante di modelli etici» ha commentato il ministro, augurandosi una scuola del futuro in cui accanto alle nozioni che producono competenze si dia più spazio anche a una riflessione sulle regole che devono sottendere al rapporto Stato-cittadino, di cui il fisco è importante protagonista. «Le tasse sono belle se corrispondono a trasparenza» ha chiosato Giannini, rispondendo a un passaggio dell'intervento di Visco che aveva ricordato una frase di Tommaso Padoa Schioppa: "Le tasse sono una cosa bellissima e civilissima" aveva detto nel 2007 l'allora ministro dell'Economia durante un'intervista.

E la stessa citazione è stata ripresa dal neo direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi, intervenuta per un saluto a conclusione della tavola rotonda: «Le tasse sono belle se legate a cittadinanza ed equità, bisogna promuovere una nuova cultura della legalità» ha affermato.

La mattinata è terminata con la consegna dei premi ai tre studenti e con la lettura delle motivazioni per le quali sono state selezionati: i tre lavori hanno unito alla riflessione tecnica e teorica la grande capacità di calare il lavoro nella realtà mettendo in relazione l'analisi e le proposte con il sistema tributario e la situazione economica dell'Italia e non solo. Fumagallo, infatti, ha affrontato il complesso tema della carbon tax con grande capacità di focalizzare gli elementi innovativi, le problematiche e le relativa criticità, Bottone il fenomeno della finanza locale nel suo complesso, approfondendo gli aspetti del prelievo fiscale in relazione alla spesa pubblica e Micheletti i principali aspetti giuridico sistematici delle imposte di natura patrimoniale in relazione al vigente ordinamento tributario italiano e ai principi sanciti dalla nostra Costituzione. In tutti e tre i casi emergono l'attualità dell'analisi, la sua profondità e la coerenza con gli obiettivi di promozione dell'equità fiscale che il premio si propone.

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