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Lef, nel 2012 oltre l'83% redditi Irpef da lavoro dipendente e pensioni. In 10 anni +3,85%

Continua a crescere il peso dell'Irpef sui redditi da lavoro e da pensione. Nel 2012 le due componenti concorrono all'83,5% della base imponibile Irpef con una crescita del 3,85% in 10 anni. Dall'aggiornamento del rapporto Lef sulla struttura dell'Irpef ermege che ormai l'Irpef è alimentata quasi esclusivamente dai redditi da lavoro dipendente e da pensione. Se si considerano anche i redditi da lavoro autonomo e da partecipazioni si supera il 90% contro l'85% del 2003. In pratica la progressività dell'imposizione è supportata principalmente dai percettori di questi tipi di reddito. Un fenomeno alla cui accentuazione ha contribuito la scelta del legislatore di portare fuori dallIrpef alcune tipologie di reddito soprattutto da capitale posseduto dalle persone fisiche che è stato sottoposto ad imposta sostitutiva".

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Lef, consegnati dal ministro Giannini i premi tesi di laurea 2012-2013

Un premio per tre giovani laureati, ma anche un modo per promuovere la cultura della legalità. La cerimonia di consegna del premio Lef per le migliori tesi di laurea in materia fiscale, alla sua seconda edizione, è stata un'occasione per affrontare diversi e importanti temi riguardanti lo stato del sistema tributario italiano e internazionale sui quali si sono soffermati i relatori Fabio Di Vizio, Tamara Gasparri e Vincenzo Visco. Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha sottolineato il ruolo che può avere la scuola nella promozione di una nuova etica fiscale. All'iniziativa ha partecipato anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi che alla sua prima uscita pubblica ha sottolineato l'esigenza di "promuovere una nuova cultura della legalità" anche attraverso un sistema fiscale più equo.

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Lef, il 3 luglio consegna premio tesi di laurea con Visco e Giannini

Legalità ed equità fiscale sono due temi centrali nel Paese, ma troppo spesso affrontati in maniera inadeguata e confusa con continui e a volte repentini mutamenti di strategia legati ai cambiamenti politici nella guida del paese. Il premio che l'associazione Lef assegna a tre tesi di laurea in materia fiscale vuole essere anzitutto un riconoscimento a giovani studenti che hanno mostrato attenzione proprio a questi temi. Le ragioni per cui sono stati i tre lavori scelti saranno illustrate dal presidente di Lef Orlando De Mutiis durante la cerimonia che si svolgerà il 3 luglio presso il Cnel, viale Lubin 2. A ognuno dei tre vincitrici andranno 2.000 euro lordi. Alla premiazione parteciperà il nuovo direttore dell'Agenzia Entrate Rossella Orlandi. Interverrà il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini

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Agenzia Entrate, Rossella Orlandi nuovo direttore, lotta ai grandi evasori e impegno sociale

Sarà Rossella Orlandi a guidare l'Agenzia delle Entrate nei prossimi anni. Al posto di Attilio Befera arriva, dunque, una donna. Una scelta che segna in maniera netta la discontinuità con la precedente gestione. Il premier Matteo Renzi non ha deluso le aspettative di quanti da tempo auspicavano una ventata di aria nuova in grado di ridare ossigeno e prospettiva ad una struttura in cui sono state fatte molte discutibili immissioni dall'esterno. Rossella Orlandi vanta una carriera tutta interna all'Amministrazione finanziaria. Nata ad Empoli nel 1956, laureata in giurisprudenza presso l'Università di Firenze, inizia il suo percorso professionale nel 1981 nell'ufficio imposte dirette di Empoli con il ruolo di vice direttore tributario. Nominata dirigente di seconda fascia, nel 2000 assume l'incarico di Capo ufficio controlli fiscali

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Irpef, utilizzare la dichiarazione precompilata per ristabilire colloquio diretto tra fisco e contribuente

L'iniziativa sarà un passo avanti importante se accompagnata da una forte semplificazione delle detrazioni e deduzioni e se servirà a ribaltare l'attuale modello basato sul'assenza di confronto tra contribuente e amministrazione nella fase che precede l'adempimento.

di Lelio Violetti

Per lavoratori dipendenti e pensionati dal prossimo anno arriva la dichiarazione precompilata. Il governo ha infatti annunciato che entro giugno sarà emanato, nell'ambito dei provvedimenti previsti per semplificare gli adempimenti dei contribuenti, il relativo decreto legislativo in attuazione della delega per la revisione del sistema fiscale. Il provvedimento definirà le modalità d'invio della dichiarazione dei redditi precompilata a lavoratori dipendenti e pensionati, circa 20 milioni di soggetti. Si tratta di una misura di sicuro impatto comunicativo che potrà avere contenuti fortemente innovativi. Si tratta tuttavia di evitare di farne un provvedimento solo di facciata sfruttando nel migliore dei modi l'occasione per semplificare sia il sistema fiscale che gli obblighi del contribuente.

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Evasione fiscale internazionale, segreto bancario non più un tabù nemmeno in Svizzera

Significativi passi avanti nel contrasto all'evasione ed elusione fiscale internazionale. La comunità internazionale spinge sempre più per rendere automatico lo scambio dei dati fiscali. Una analisi di Pasquale Fabbrocini evidenzia i passi avanti compiuti

di Pasquale Fabbrocini

L'evasione fiscale si concentra soprattutto sui proventi della ricchezza mobiliare, la quale può essere più facilmente occultata trasferendola in Stati che offrono la protezione del segreto bancario. Per tale motivo, tra i più impegnativi sforzi della comunità internazionale si annovera senz'altro quello di affermare la trasparenza fiscale tra gli Stati e favorire la compliance mediante il progressivo sgretolamento del segreto bancario.

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Irpef, per maggior equità legare bonus di 80 euro a Isee

Per superare tutte le problematiche di equità nella distribuzione del bonus si potrebbe assimilare il credito d'imposta a una qualsiasi agevolazione o prestazione sociale legandone l'assegnazione all'indicatore della situazione economica.

di Lelio Violetti e Stefano Ciarla

Utilizzare l'Isee per superare le criticità, soprattutto sul versante dell'equità, emerse in merito alla individuazione della platea dei beneficiari del bonus Irpef di 80 euro. La proposta è contenuta in una elaborazione di Lelio Violetti e Stefano Ciarla di Lef che dopo aver evidenziato alcune criticità, sotto l'aspetto equitativo, del provvedimento varato dal Governo e ora all'esame del Parlamento, suggerisce di assimilare il credito d'imposta ad una qualsiasi agevolazione o prestazione sociale.

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Lotta all’evasione, Agenzia punta su contrasto, serve più attenzione a compliance

L'efficacia del sistema non si misura solo su quanto si recupera delle somme evase ma anche e soprattutto dalla capacità di migliorare l'adesione spontanea. I significativi risultati annunciati da Befera sono il sintomo di un sistema malato.

di Lelio Violetti

La migliore lotta all'evasione fiscale è l'adesione del contribuente. Può sembrare un paradosso ma non lo è. In un sistema perfetto il recupero di evasione dovrebbe tendere a zero perchè zero dovrebbe essere l'evasione. In Italia invece ogni anno la Gdf e l'Agenzia delle entrate presentano risultati della lotta all'evasione sempre crescenti. Si tratta di recuperi miliardari accompagnati da dichiarazioni trionfalistiche dei vertici delle strutture, che mai si interrogano sul perchè nonostante i buoni risultati il fenomeno dell'evasione nel nostro paese resta così elevato. Dai dati presentati dal direttore dell'Agenzia Attilio Befera in una recente audizione al Senato emerge che nel 2013 a fronte di una evasione stimata di 90 miliardi, ne sono stati recuperati 13,1 miliardi pari al 14,5% un risultato importante ma certamente non adeguato rispetto all'entità dell'evasione. Il punto allora non è solo quanto si recupera, ma soprattutto quanto si riesce a ridurre il fenomeno. E allora la prima risposta da mettere in campo è quella di iniziare anche nel nostro paese, come da alcuni anni fanno i paesi più avanzati, a considerare la "compliance" come la fase prioritaria e fondamentale della "lotta all'evasione".

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Reati tributari, comportamenti e soggetti chiamati a rispondere di evasioni penalmente rilevanti

Fisco Equo pubblica una analisi del sostituto procuratore di Pistoia Fabio Di Vizio sui reati tributari previsti nel nostro sistema. La riflessione analizza casi e problematiche in relazione agli orientamenti della giurisprudenza.

Di Fabio Di Vizio

Sono rari i settori del diritto percorsi da tensioni interpretative di intensità analoga a quelle che animano la materia penale-tributaria. Sia che esse mirino ad estendere ovvero a limitare il perimetro dei possibili autori dei reati tributari, ovvero delle condotte riconducibili al paradigma legale e sin anche delle peculiari condizioni di difficoltà economica in cui esse vengono realizzate, tali conflittuali letture convergono, sovente, nel vanificare gli sforzi di chiarezza e di predeterminazione delle fattispecie e delle loro componenti. Anche la scelta di anteporre alle fattispecie penali-tributarie una norma definitoria (articolo 12 del d.lgs. n. 74/2000) non ha prodotto effetti apprezzabili. A distanza di oltre dieci anni dall'ultima riforma organica, quando un'altra risulta già in cantiere, suscita un sentimento di tenerezza qualsiasi aggiuntiva opinione di poter davvero comporre il moto permanente che rapidamente erode ogni nuovo approdo normativo. Più realistico, forse, sarebbe prender atto che, almeno entro certi limiti, corrisponde a necessità insopprimibile di una vasta platea di esegeti alimentare, insinuare ed accreditare il contrasto con la lettera o con l'intenzione della legge, quali che siano (o saranno) i suoi reali margini di opacità, per perseguire diversificati scopi, in funzione della salvaguardia di interessi predeterminati. E sotto questo profilo, che sia in nome della ragion fiscale o della salvaguardia delle libertà e dei diritti della persona, poco cambia.

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Irpef, il 24% dei contribuenti con reddito fino a 26.000 euro esclusi da aumento detrazioni

Nessun beneficio per circa 3,7 mln di incapienti già nella fascia della no tax area. Colpiti soprattutto redditi molto bassi, nuclei con più figli e soggetti che hanno consistenti detrazioni e deduzioni di altro genere.

Di Lelio Violetti

Sono circa 3,7 milioni i contribuenti incapienti che non beneficeranno dell'aumento delle detrazioni Irpef annunciato dal governo. Per loro nella busta paga di maggio non ci saranno gli 80 euro promessi dal primo ministro Matteo Renzi per un motivo molto semplice. Già non pagano l'Irpef in quanto rientrano nella cosiddetta 'no tax area'. Da uno studio di Lef emerge che si tratta, in pratica, di poco più del 24% di tutti i contribuenti con reddito lordo di lavoro dipendente fino a 26.000 euro che si collocano per la maggior parte nella fascia di reddito più bassa oppure arrivano ad azzerare l'Irpef grazie alle detrazioni e deduzioni (carichi di famiglia, spese sanitarie, polizze, mutui, ecc.) di cui beneficiano. I contribuenti con un reddito lordo di lavoro dipendente fino a 26.000 euro sono circa 15,3 milioni dei quali 11,6 mln hanno pagato l'Irpef nel 2011. Il beneficio varia col variare del reddito. A parte la vasta platea degli incapienti che non avranno alcun beneficio, si va da 235 euro annui per un reddito di 9.000 euro a 1.061 euro per un reddito di 20.000 euro, passando a 655 euro per un reddito di 11.000 euro e a 836 euro per un reddito di 15.000 euro. Dopo i 20.000 euro la maggiore detrazione scende a 691 euro per 22.000 euro, 248 per 24.000 euro, fino ad azzerarsi per i redditi di 25.000 euro.

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Fisco Equo

Siamo un gruppo di persone della società civile che ha scelto di impegnarsi per promuovere lo sviluppo di una maggiore conoscenza della realtà fiscale del nostro paese. A spingerci è soprattutto la comune sensibilità verso i temi della legalità ed equità fiscale.

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