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(askanews) - Le somme spettanti quest'anno ai Comuni per la loro partecipazione all'attività di accertamento fiscale e contributivo per l'anno 2017 ammontano a 13,3 milioni di euro, in lieve diminuzione (0,3%) rispetto all'anno precedente. Lo rileva un'elaborazione complessiva, a cura del Servizio politiche territoriali della Uil, realizzata utilizzando i dati estratti dal provvedimento del ministero dell'Interno e dai quali emerge che lo scorso anno sono stati 433 i Comuni (il 5,7% del totale) che hanno partecipato con la loro attività al contrasto all'evasione, a fronte dei 517 dell'anno precedente (ad esclusione quelli ubicati in Trentino Alto Adige che hanno una loro legislazione).

Dal 2010, anno in cui fu introdotta la norma della compartecipazione dei Comuni al contrasto all'evasione fiscale, i Comuni hanno recuperato 97,6 milioni di euro, frutto di 103.217 segnalazioni all'Agenzia delle Entrate. 

Milano l'amministrazione più attiva, Napoli la più rassegnata
In termini assoluti, i dati per comune capoluogo di provincia riferiti al 2017 mostrano che Milano è stata l’amministrazione più “virtuosa”. Sebbene l’importo recuperato sia comunque contenuto, dalle segnalazioni effettuate agli 007 del fisco il capoluogo lombardo ha recuperato 1,3 milioni di euro. Seguono Genova con 967.577 euro e Prato con 751.620 euro. Tra le grandi aree urbane del Sud, invece, Reggio Calabria ha incassato 250.566 euro, mentre tutte le altre hanno riscosso cifre risicatissime: Benevento 2.478 euro, Cagliari 350 euro e Napoli addirittura soltanto 150 euro.

Guardando agli ambiti, l'edilizia rappresenta il settore dove i Comuni hanno le maggiori opportunità di intervento.

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