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Lo scorso 24 febbraio il deputato Sel Giovanni Paglia si è rivolto al ministro dell’Economia per chiedere chiarimenti sull’utilizzabilità della “Lista Falciani”, l’elenco di clienti della Hsbc prelevato dall’informatico italo-francese che contiene i nominativi di oltre 7mila contribuenti italiani. L’inchiesta pubblicata il 9 febbraio scorso da L’Espresso ha rivelato una serie di nomi di correntisti italiani, ma non è chiaro se queste informazioni fossero già in possesso dell’Agenzia delle entrate e in che modo queste siano state eventualmente trattate. Paglia ha poi chiesto se i soggetti che rientrano nella lista possano accedere comunque alla cd voluntary disclosure.

Attraverso una risposta scritta, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha chiarito come la “Lista Falciani” fosse stata acquisita a suo tempo dal Comando Generale della Guardia di Finanza; non dall’Agenzia delle entrate, che infatti non è in grado di verificare la corrispondenza dei nominativi presenti nella lista. Su  5.439 segnalazioni sono stati effettuati 3.276 controlli, che hanno rilevato redditi non dichiarati per un ammontare complessivo di 741 milioni di euro. Quanto all’usabilità dei nominativi da parte  dell’Agenzia delle entrate per gli accertamenti fiscali, la Corte di Cassazione ha ribadito che l’inutilizzabilità vale per il processo penale, ma non è estesa alla materia tributaria. Anche le Sezioni Unite della Cassazione, che si pronuncerà in merito il 15 aprile prossimo, sembra orientata in tal senso. Infine, Zanetti ha escluso la compatibilità dei nominativi con la collaborazione volontaria, visto che la procedura esclude chiunque abbia avuto notizia di ispezioni e verifiche a loro carico. 

Il testo in versione integrale.

La sintesi delle risposte. 

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