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Lo scorso 11 giugno la senatrice pentastellata Barbara Lezzi ha presentato una mozione per chiedere la modifica dell’impianto sanzionatorio previsto in caso di errori nella compilazione del 730 telematico. Come disciplinato dal decreto n.175 del 2014, infatti, qualora l’amministrazione finanziaria ravvisasse errori od omissioni nella dichiarazione, la responsabilità ricadrebbe direttamente su chi ha apposto il visto di conformità, ossia Caf o professionisti abilitati. Secondo Lezzi la norma presenta iniquità su diversi livelli: in caso di dichiarazione infedele, ad esempio, se a trasmettere il 730 è stato il sostituto d’imposta il regime sanzionatorio non si applica; se invece a farlo è stato un intermediario, quest’ultimo è tenuto a pagare non solo le sanzioni, ma anche l’imposta e gli interessi. La responsabilità del professionista, poi, è una novità assoluta nel quadro normativo italiano, che però si scontra con i principi costituzionali: in sostanza il soggetto terzo diventa responsabile dell’imposta dovuta dal soggetto passivo, il contribuente. Il quale, attraverso l’introduzione di questo principio di “sostituzione” del debitore d’imposta, non sarà più chiamato a rispondere del pagamento delle tasse. Senza considerare, poi, il fatto che le compagnie assicurative si stanno rifiutando di coprire i rischi sanzionatori di Caf e professionisti, bloccandone di fatto l’operatività.  Per questi motivi la senatrice ha chiesto al Governo di modificare l’impianto sanzionatorio, che peraltro potrebbe incappare in qualche censura di incostituzionalità. Così come è indispensabile spostare la responsabilità dal professionista al contribuente o, in alternativa, garantire un’adeguata copertura assicurativa agli intermediari.

Il testo integrale della mozione. 

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