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La deputata del Movimento 5 Stelle, Emanuela Corda, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Economia Padoan, per avere chiarimenti in merito agli «oneri di riscossione» da corrispondere a Equitalia. Secondo la pentastellata, la progressiva riduzione del compenso (dal 9 al 6 per cento) non risolve il problema della sua illiceità, perché non commisurato agli effettivi costi di riscossione ma parametrato in percentuale al credito iscritto a ruolo. La proporzionalità tra compenso e costo effettivo di riscossione, ricorda la deputata, deriva da un principio stabilito dalla legge n. 825/1971 e rimarcato da una sentenza della Consulta (n.480/1993), oltre che da numerose sentenze delle commissioni tributarie di merito. Non ultima quella della Ctp di Milano, che con la sentenza n. 5454/29/15 ha dichiarato l’aggio esattoriale un «aiuto di Stato» e come tale incompatibile col quadro normativo comunitario. Per questi motivi, l’On. Corda ha chiesto al ministro perché Agenzia delle entrate ed Equitalia continuino a chiedere più di quanto la legislazione consenta loro; quali iniziative intenda adottare ora che è chiaro l’illegittimo aiuto di stato concesso a una società per azioni come Equitalia.

Il testo integrale dell’interrogazione a risposta scritta.

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