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Sulla Web tax l'Unione europea stringe i tempi. Tutti i cittadini europei, le imprese e le organizzazioni interessate nell’evoluzione della digital economy, le Amministrazioni fiscali dei vari Paesi, esperti internazionali e i diversi stakeholders potranno dire la loro fino al 3 gennaio ed essere parte attiva nel processo decisionale che dovrebbe portare nel 2018 l’Unione europea a mettere nero su bianco una proposta per realizzare una “digital taxation”.
La Commissione europea ha lanciato sul suo sito una consultazione pubblica dal titolo “Fair taxation of the digital economy”. Bastano circa 20 minuti per completare il questionario disponibile solo in inglese, che sarà pubblicato anche in Italiano e nelle altre lingue dell’Ue entro la prima metà di novembre. La prima parte contiene tutte le informazioni introduttive propedeutiche alla compilazione del questionario mentre la seconda offre una panoramica dettagliata sulla digital economy, con numerose informazioni utili a chi non è un esperto della materia. Nella terza, la Commissione richiede alcune informazioni di background su chi compila il questionario, anche per meglio individuare le posizioni dei singoli rispetto a quelle delle organizzazioni.
Nella quarta e quinta parte i partecipanti alla consultazione vengono chiamati a esprimere la propria opinione sull’attuale quadro fiscale internazionale in materia e sui suoi difetti e a valutare le possibili soluzioni prospettate, con una suddivisione in domande dedicate a tutti e altre molto tecniche riservate a un target tecnico. Nella quinta e ultima sezione, invece, è possibile caricare dei position papers o altri documenti che siano in grado di illustrare al meglio i propri punti di vista.
Lo stesso Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari Economici e Finanziari, per la Tassazione e per le Dogane della Commissione europea, ha affermato, in occasione dell’apertura delle consultazioni che “Il nostro sistema fiscale non è più adattabile all’economia digitale e ai nuovi modelli di business. Gli Stati membri vogliono tassare gli enormi profitti generati dalle attività economiche digitali che si realizzano nei loro Paesi. Abbiamo bisogno di una soluzione a livello Europeo, portando nel Mercato unico soluzioni robuste per le imprese e per gli investitori”.
(Fonte Agenzia delle Entrate)

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