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Legge stabilità, la presidenza della commissione bilancio del Senato ha deciso per l'inammissibilità degli emendamenti Pd-Pdl per aumentare la no tax area.

Non bastano le misure già prese e quelle annunciate per il 2014, in Italia resta troppo alta la tassazione sul lavoro e il capitale, il cosiddetto cuneo fiscale. Lo scrive la Commissione Ue nel suo rapporto sull'applicazione delle riforme. Il monito dell'Unione Europea arriva nel giorno in cui la presidenza della commissione bilancio del Senato ha deciso per l'inammissibilità degli emendamenti Pd-Pdl alla Legge di Stabilità per aumentare la no tax area, esentando dall'Irpef i redditi inferiori a 12mila euro. Gli emendamenti sono stati giudicati inammissibili per difetto di copertura. L'intervento veniva coperto infatti con tagli alla spesa della Pa. Pd e Pdl però non si danno per vinti e di fronte al giudizio di inammissibilità e sono alla ricerca di nuove coperture.

Camusso boccia innalzamento no tax area. "Pensiamo che quella della no tax area sia una logica che rischia di favorire l'evasione" afferma invece la leader della Cgil Susanna Camusso a Radio Anch'io ricordando che in Italia "l'Irpef è una tassa ampiamente evasa". Bisogna, a suo giudizio, pensare piuttosto a una restituzione a chi ha un comportamento fiscale virtuoso.

Ue a Italia, ancora alte tasse sul lavoro. "Nonostante le misure già prese e quelle annunciate nel 2014, resta alta in Italia la tassazione sul lavoro e il capitale'": così la Commissione Ue nel suo rapporto sull'applicazione delle riforme contenute nelle Raccomandazioni specifiche per Paese pubblicate a maggio scorso.

Il commento di Saccomanni. "La Commissione Ue è preoccupata per l'elevato numero di emendamenti" alla legge di stabilità ma ho spiegato che è una parte normale del processo e che il governo è impegnato a mantenere i saldi, pur essendo aperto a modifiche": così il ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni al termine del colloquio col commissario Olli Rehn. "Sappiamo che l'Italia ha un elevato debito che è il risultato dell'economia contratta dal 2011, ma anche del fatto che per accelerare la ripresa abbiamo spinto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione", ha spiegato Saccomanni. Per il ministro il debito elevato "non significa che abbiamo seguito
politiche devianti dalle regole europee", anzi, "abbiamo posto rimedio all'anomalia dei debiti accumulati".

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