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Il magnate, in corsa per la Casa Bianca, promette uno shock fiscale per fasce povere, classe media e super-ricchi, meno sprechi e un’imposta una tantum su profitti delle imprese che rimpatriano.

Esenzione fiscale per chi guadagna meno di 25mila euro, fino a 50mila se si tratta di una coppia; un’aliquota massima dimezzata per ricchi e tycoon, dall’attuale 39,6 per cento al 25%. E per non scontentare nessuno, anche l’abbattimento della corporate tax, l’imposta sul reddito delle imprese, che in un batter d’occhio scenderebbe dal 35 al 15 per cento. Se non è un american dream 2.0 poco ci manca. Per ora solo promesse, quelle fatte dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump.

E che promesse: un piano fiscale spregiudicato che abbraccia tutti, dai poveri ai ricchi, passando per la middle class. Il programma è semplice: eliminare gran parte delle deduzioni- compreso il “carried interest” che abbatte l’aliquota dei gestori di hedge e private equity- e aliquote più basse per tutti. Con una serie di entrate extra e risparmi a fare da corollario, come l’imposta una tantum del 10 per cento da applicare sui profitti delle imprese che accettano di rimpatriarli dall’estero e un taglio al budget del 20% che non intacchi la spese indispensabili.

Uno shock fiscale, insomma, che nelle previsioni di Trump porterebbe definitivamente gli Usa fuori dalla crisi garantendo una crescita fra il 3 e il sei per cento e un’ondata non ben precisata di nuovi posti di lavoro.

Realizzabile o meno, il programma stilato a grandi linee piace all’elettorato repubblicano: stando ai sondaggi, il magnate americano è in testa nelle preferenze con il 21%, seguito a ruota dal medico Ben Carson con il 20 per cento e più staccato, con l’11%, dall’ex ad di Hp Carly Fiorina.

Merito della sua popolarità e della somiglianza, per alcuni ricercata, con Ronald Reagan. Figlio di un grande costruttore edile con all’attivo 27 mila appartamenti nella New York degli anni ’50 e ’60, Donald Trump è attualmente uno degli imprenditori più ricchi degli Stati Uniti con un patrimonio stimato in 9 miliardi di euro. Businessman, scrittore e perfino testimonial di una multinazionale energetica, con un passato sul piccolo schermo: nel 2004 ha condotto il reality “The apprentice”, ottenendo grande riscontro dal pubblico prima di essere allontanato dalla Nbc per via di alcune affermazioni polemiche nei confronti degli immigrati. 

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