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Il gigante del commercio digitale avrebbe messo in piedi un meccanismo per aggirare il Fisco italiano e occultare i ricavi. Nell’inchiesta, coinvolti anche i manager delle filiali europee.  

Dopo i casi Apple e Google, un’altra big finisce nel mirino della Procura di Milano con l’accusa di elusione fiscale. Stavolta è il turno del gigante dell’e-commerce Amazon che, stando a quanto riporta La Repubblica, sarebbe coinvolta in un’inchiesta per «omessa dichiarazione dei redditi». Non solo. Sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati anche i responsabili legali delle filiali europee di Amazon.

Ricavi all’estero. Lo schema elusivo ipotizzato dalla Procura non sarebbe troppo dissimile da quelli architettati da Apple e Google, le altre due multinazionali hi-tech accusate di aver occultato ingenti ricavi. Secondo le ricostruzioni della Guardia di Finanza, che per prima ha fatto partire l’indagine a seguito di una verifica fiscale, Amazon avrebbe dirottato all’estero parte degli incassi realizzati in Italia. Il tutto al solo scopo di abbattere la base imponibile e pagare meno tasse. Ora la palla passa agli investigatori, ai quali è stato affidato un «processo verbale di accertamento» per quantificare la somma effettivamente evasa dall’azienda di Seattle.

Le maxi-elusioni. Se l’accusa fosse confermata, Amazon sarebbe la terza grande azienda (in ordine cronologico) a finire sotto la lente d’ingrandimento del Fisco. A farle compagnia c’è Apple, accusata di aver eluso la cifra monstre di 879 milioni di euro, che recentemente ha deciso di chiudere la questione versando al Fisco un assegno da 318 milioni di euro. Ancora aperto, invece, il contenzioso con Google. Lo scorso 28 febbraio la Procura di Milano ha chiuso le indagini contestando al gigante di Mountain View una maxi-elusione da 227 milioni tra il 2009 e il 2013. 

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