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I reati tributari alla luce della recente riforma fiscale

Ilenia Gurnale, con un linguaggio preciso e scorrevole, sviluppa la tesi con respiro ampio all’interno di una prospettiva che lega il diritto tributario al tema della redistribuzione. Il rispetto della capacità contributiva viene posto in connessione con la conservazione della coesione sociale. L’illecito penale è analizzato alla luce dell’ipertrofìa normativa che affligge il diritto tributario che, unitamente alla tecnica legislativa basata sul rinvio ad altre norme, rende poco conoscibile il diritto tributario ai destinatari del medesimo. Nella tesi si aderisce alla qualificazione dell’illecito penal tributario alla luce della natura della norma violata. Ne consegue che la trasgressione delle norme tributarie, soprattutto grazie all’individuazione di un autonomo oggetto di protezione della norma violata, configura una fattispecie giuridica autonoma di illecito riconducibile alla lesione o messa in pericolo dell’interesse pubblico alla percezione dei tributi, che è espressione del più generale interesse alla civile convivenza. Gurnale guarda con favore al superamento di un sistema penal tributario basato sui reati prodromici, secondo il modello della legge “manette agli evasori” del 1982, attuato con il Dlgs. n.74 del 2000 e da ultimo con la riforma del 2015. La depenalizzazione mediante l’innalzamento delle soglie di punibilità e la fissazione di paletti al fine di distinguere comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e all’utilizzo di documentazione falsa, dalle condotte prive dei connotati di fraudolenza in senso oggettivo, ad avviso di Gurnale, rappresentano sicuramente un passo avanti verso un cambiamento alla luce di quei criteri direttivi di effettività, proporzionalità e certezza della risposta sanzionatoria dell’ordinamento di fronte a condotte illecite. La tesi aderisce all’orientamento secondo cui al diritto penale deve essere assegnato un ruolo sussidiario, nel senso che il ricorso alla sanzione penale deve risultare legittimo solo quando il bene non possa essere tutelato con altrettanta efficacia attraverso sanzioni extrapenali, aventi un minore costo sul piano sociale. Nella tesi si analizza in un quadro sinottico anche il sistema sanzionatorio non penale; a tal proposito si ritiene che nell’applicare la sanzione amministrativa si debba rispettare la terzietà come nel caso delle sanzioni penali e che, pertanto, sarebbe auspicabile che le sanzioni siano inflitte da funzionari diversi da quelli che accertano il tributo, come in Olanda.

La capacità contributive tra dovere di solidarietà e principio di uguaglianza

Silvia Marinoni, con una tesi ben strutturata, di notevole pregio e approfondimento, analizza le finalità del dovere tributario all’interno di un ordinamento democratico. La tesi espone le ragioni a fondamento del dovere stesso ed i criteri in base ai quali ciascun soggetto è chiamato a farsi carico della sopravvivenza della società cui appartiene. Partendo dal precetto contenuto nell’articolo 53 della Costituzione e ripercorrendo gli interventi di dottrina e giurisprudenza costituzionale, mette a fuoco la tematica in modo aperto e sotto diverse prospettive. Come se guardasse attraverso un caleidoscopio Marinoni offre molteplici spunti di riflessioni sulla relazione tra il dovere di concorrere alla spesa pubblica ed i principi di solidarietà e uguaglianza in un contesto socio politico, qual è quello di una democrazia moderna come la nostra. Che pone al centro non solo la tutela dei tradizionali diritti di libertà, il rispetto delle minoranze e lo stato di diritto, ma anche l’uguaglianza formale e quella sostanziale, il compito di trasformazione della società e i diritti sociali necessari per la sua realizzazione. Interessanti anche gli spunti conclusivi con i quali si tenta di dare una risposta al tema della crisi dei principi e dei valori sottostanti al dovere di contribuzione. La strada suggerita da Marinoni è quella di valorizzare il principio di sussidiarietà orizzontale contenuto nell’articolo 118 della Costituzione con la finalità di favorire il recupero della consapevolezza della responsabilità, di cui ogni soggetto è portatore nei confronti degli altri. Quel che lo Stato ed il mercato non riescono a fare separatamente lo facciano i cittadini attivi organizzandosi, associandosi, consorziandosi per attuare politiche di riduzione della spesa pubblica, le quali possono riverberare i loro effetti sull’efficiente gestione delle risorse, favorendo una corretta redistribuzione, ed apportare migliorie al sistema tributario nel suo complesso tramite l’attenuazione degli egoismi e la riduzione spontanea delle disuguaglianze.

La giurisdizione tributaria: l’impatto della giurisprudenza in materia di impugnabilità di atti e questioni irrisolte

Federico Vinciguerra, con rigore logico e lucidità espositiva, analizza in maniera sistematica gli interventi normativi che hanno contribuito alla evoluzione e all’assestamento della giurisdizione tributaria. Nel soffermarsi sull'impatto della giurisprudenza in materia di impugnabilità ne evidenzia alcuni aspetti critici. La tesi evidenzia come la natura impugnatoria del processo tributario caratterizza in termini univoci la giurisdizione tributaria in relazione tanto alla individuazione degli atti suscettibili di impugnazione quanto alla delimitazione della cognizione delle Commissioni tributarie. Per contro l’incertezza che, a seguito di alcuni recenti interventi della Corte di Cassazione, accompagna la puntuale enucleazione delle fattispecie impugnabili, si riflette in negativo sulla tutela del contribuente e, in generale, sull’attuazione del principio costituzionale del giusto processo. L’articolata analisi dei contenuti e delle implicazioni della giurisprudenza che ha aperto la strada alla impugnazione di comunicazioni di irregolarità, avvisi di pagamento, atti prodromici all’accertamento o ad efficacia differita e atti suscettibili di impugnazione solo eventuale, ha il pregio di richiamare l’attenzione degli operatori su tematiche soltanto in apparenza di pertinenza degli specialisti, ma che in realtà toccano da vicino gli interessi sia dei contribuenti sia dell’Amministrazione e, in definitiva, la stessa credibilità del sistema tributario.

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