wrapper

Pubblichiamo una sintesi dell'intervento di Tamara Gasparri durante la cerimonia di consegna del Premio Lef per le tesi di laurea, in cui si analizza l'ordinamento particolare dei grandi gruppi di imprese multinazionali che li porta a pagare imposte sul reddito del tutto irrisorie in rapporto all'utile societario.
di Tamara Gasparri

I grandi gruppi di imprese multinazionali, e in particolare le imprese della new economy pagano imposte sul reddito del tutto irrisorie in rapporto all'utile societario. Nel contempo, masse ingenti di capitali si rifugiano ed emergono da giurisdizioni opache e a fiscalità privilegiata. E' quanto emerge dal Rapporto OCSE su "Addressing Base Erosion and Profit Splitting" di febbraio 2013. I due fenomeni (erosione basi imponibili e concentrazione immensi capitali nei paradisi) sono naturalmente interconnessi ed esprimono bene quella che l'OCSE ha definito la "segregazione crescente tra i Paesi in cui si svolgono le attività economiche effettive e i paesi in cui finiscono per emergere, ai fini fiscali, le basi imponibili" e in cui si rifugiano, quindi, i capitali in attesa di essere reinvestiti in tutto il resto del mondo.

Come è potuto accadere? Alla globalizzazione dell'economia e alla conseguente organizzazione delle Multinazionali come un unico contribuente globale non è corrisposta la globalizzazione del diritto e della sovranità degli
Stati che sono rimasti confinati entro i confini nazionali. Le Multinazionali si sono dotate di un proprio ordinamento con competenze adeguate a sfruttare il network di convenzioni contro le doppie imposizioni dei vari paesi, le stesse direttive comunitarie, veicoli e istituti giuridici scelti fior da fiore per arbitrare tra le asimmetrie dei differenti ordinamenti e pianificare a livello globale se, dove e quanto pagare di imposte. E' nata, così, la Pianificazione fiscale aggressiva, che si sostanzia nelle strategie elaborate dall'imprese per erodere la base imponibile sfruttando, appunto, non tanto (e non solo) le opportunità e i regimi di favore che gli Stati hanno volutamente adottato per attrarre le imprese (attraverso strumenti di competizione leali o sleali), bensì le opportunità di doppia non tassazione che in modo non intenzionale ciascun ordinamento può offrire.

Le strategie attraverso cui il contribuente globale erode le imposte variano in ragione delle tipologie di business e, quindi, del livello di radicamento con un dato territorio che il particolare business richiede e sono particolarmente facili da attuare per le imprese della new economy e conducono un'attività completamente digitalizzata. Lo schema di qualsiasi strategia BEPS prevede tre step i) minimizzare le imposte nei Paesi in cui si svolgono le attività economiche effettive (cd. Paesi della fonte). Le attuali regole di transfer princing (soprattutto quelle relative alle Business Resctructuring e agli Intangibles) consentono di associare i profitti più alle costruzioni giuridiche che alle attività reali: è sufficiente il mero trasferimento giuridico/contrattuale dei rischi al'interno del gruppo e lo shifthing della proprietà intellettuale per erodere quasi del tutto la base imponibile. Il colpo di grazia viene poi dagli arbitraggi su strumenti finanziari e società ibride che abbattono ulteriormente il reddito delle entità locali e conseguono effetti di doppia non tassazione; ii) non rendere applicabili o minimizzare le ritenute alla fonte sui flussi in uscita o in entrata di royalty, interessi attivi e dividendi , attraverso le triangolazioni rese possibili dal treaty shopping fra le oltre 3000 convenzioni contro le doppie imposizioni esistenti nel mondo e dalle stesse direttive comunitarie; iii) assicurarsi - attraverso ruling che sterilizzino l'applicazione della disciplina CFC (controlled foreign companies) per la ultimate company - che i profitti realizzati in ogni parte del mondo ( non tassati nei paesi in cui la ricchezza è prodotta, né nei paesi di 'transito' dei flussi) possano rifugiarsi in paradisi fiscali attribuiti a subholding di comodo.

Quali sono i rimedi di cui si discute in sede OCSE, dopo la pubblicazione nel luglio 2013 dell'Action Plan di contrasto alla BEPS? Le 15 azioni di intervento sono riconducibili a quattro macroaree, che declinano i Principi fondamentali ai quali dovrebbero essere improntate le nuove regole di fiscalità internazionale.
· Coerenza. Attribuire coerenza internazionale alla tassazione societaria attraverso la condivisione di clausole subject to tax contro l'abuso dei strumenti e società ibride e contro il treaty shopping e attraverso strumenti di coordinamento rafforzato tra gli Stati.
· Sostanza. Allineare la allocazione redditi con le attività economiche che le hanno generate e assicurarsi che il risultato dei prezzi di trasferimento in tema di intangibles e di allocazione dei rischi e del capitale sia in linea con la creazione del valore, modificando le relative linee guida OCSE.
· Trasparenza e certezza, O meglio trasparenza in cambio di certezza, per un salto culturale nei reciproci rapporti tra imprese e amministrazioni. Nuovi oneri di comunicazione degli schemi di pianificazioone e di informazione (Country by Country Reporting), per le imprese; garanzie di certezza del diritto, anche attraverso programmi di compliance impegno e ad eliminare la doppia tassazione anche con il ricorso obbligatorio all'arbitrato nelle c.d. procedure amichevoli (MAP) , per le Amministrazioni.
· Economia digitale. Elaborazione di regole nuove: rivedere il concetto di stabile organizzazione o costruirne uno ex novo adeguato alla particolarità del business di queste imprese; immaginare eventuali nuovi criteri di collegamento (diversi dal reddito) per misurare e attrarre a tassazione il 'contributo' di ciascun Paese alla formazione della ricchezza di queste imprese che adottano modelli di business in grado di catturare valore da esternalità generate dalle attività gratuite degli utenti della rete e fanno un uso massiccio di dati personali.

Lascia un commento

Fisco Equo

Siamo un gruppo di persone della società civile che ha scelto di impegnarsi per promuovere lo sviluppo di una maggiore conoscenza della realtà fiscale del nostro paese. A spingerci è soprattutto la comune sensibilità verso i temi della legalità ed equità fiscale.

Privacy Policy