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giovedì 3 Aprile 2025
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L’amministrazione finanziaria emette meno atti: ecco perché si riduce il contenzioso tributario

Nel suo intervento alla Cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2025 Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha riferito che i primi due mesi dell’anno hanno visto una “riduzione del contenzioso tributario con la contrazione del 19% dei nuovi giudizi incardinati” rispetto allo stesso periodo del 2024.

Leo ha spiegato che questi risultati sono conseguenza del concordato biennale e della “cooperative compliance” che “hanno introdotto un approccio ex ante nel rapporto tra fisco e contribuente”.

Nelle corti del sud, ha aggiunto Leo, il calo dei nuovi giudizi raggiunge anche il 50%.

La riduzione del numero delle controversie tributarie, annunciato con enfasi dal governo, potrebbe suggerire in apparenza una riduzione della litigiosità tra contribuenti e amministrazione finanziaria. Tuttavia, attribuire a questa diminuzione un valore assoluto o interpretarla come un segnale di minore conflittualità è un errore metodologico.

Il semplice dato numerico sulla riduzione dei ricorsi non è di per sé indicativo di un miglioramento del rapporto fisco-contribuente, né di un calo dell’indice di impugnazione degli atti. Per comprendere realmente l’andamento della litigiosità tributaria, il numero delle controversie deve essere rapportato al volume complessivo degli atti impositivi e degli accertamenti emessi dall’amministrazione finanziaria.

La riduzione dei ricorsi non è certamente imputabile all’istituto del concordato biennale, che ha interessato una parte minima dei contribuenti, peraltro su periodi d’imposta (2024 e 2025) non ancora interessati dai controlli, ma potrebbe dipendere da molteplici fattori e, in particolare, dalla diminuzione del numero di atti impugnabili: se – come riscontrato negli ultimi anni dalla Corte dei conti – l’amministrazione finanziaria emette meno atti, è naturale che anche il numero di impugnazioni si riduca.

Un parametro più significativo per valutare l’andamento del contenzioso tributario – che si auspica possa essere adottato dall’amministrazione – è l’indice di impugnazione, ossia il rapporto tra il numero di ricorsi presentati avverso gli atti emessi in un determinato periodo e il numero totale dei predetto atti impugnabili. Senza questa comparazione, la riduzione delle controversie rimane un dato privo di significato sostanziale e potenzialmente fuorviante.

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